Claudio Bozzo (Msc): “La flessibilità Usa? Buona per i giovani, un incubo per i cinquantenni”.

“Il mio sogno è diventare sindaco di Genova. Ho un quaderno sul quale da anni appunto idee, progetti e soluzioni che penso

Claudio Bozzo, Presidente e Ceo Msc Usa

Claudio Bozzo, Presidente e Ceo Msc Usa

potrebbero far bene alla mia città facendola crescere come merita. Non lo farei per soldi, non vorrei essere pagato. In realtà vorrei dire ai miei concittadini: fatemi lavorare un anno, mettetemi alla prova e se vi è piaciuto quello che ho fatto pagatemi un euro. Un euro da ogni genovese soddisfatto, solo questo, nulla invece da chi non è contento del mio operato”.  Un manager atipico

Claudio Bozzo, presidente e ceo di Msc Usa. Il gruppo, di cui l’azienda Usa fa parte, è Mediterranean Shipping Company,  può contare su 480 navi da cargo e 15 da crociera, ha sede a Ginevra ed è guidato dall’imprenditore italiano Gianluigi Aponte. Bozzo, alla guida di un’azienda da 1200 persone che in nove anni ha triplicato i suoi ricavi e che controlla anche altre 18 compagnie, parla di se stesso con semplicità, senza enfatizzare posizione o carriera. La prima mezz’ora di conversazione è sulla vita privata: la moglie, i figli “americani”, la figlia adolescente che vive in Italia, la città d’origine, i genitori. “Sono un uomo fortunato, qui di gente brava come me ce n’è tanta ma per arrivare in questa posizione ci vuole anche fortuna”. Dietro alla costruzione di una posizione così solida

Msc è stata fondata nel 1970 da Gianluigi Aponte

Msc è stata fondata nel 1970 da Gianluigi Aponte

(oltre al suo ruolo in Msc, negli Stati Uniti è presidente della Camera di Commercio italo-americana e dellaIMG_3359 European Chamber of Commerce, ha ricevuto due onorificenze dai presidenti Ciampi e Napolitano) si legge una grande determinazione. “Mi piace programmare quello che faccio, dall’educazione dei miei figli al lavoro. Non gradisco le sorprese, non voglio trovarmi nell’impossibilità di intervenire perché è troppo tardi: voglio pianificare con precisione tutto quello a cui aspiro”. Tenacia e determinazione che hanno portato Bozzo a fare una carriera difficile da replicare in Italia. “Non credo che avrei potuto fare lo stesso nel mio Paese. Ricordo ancora il primo colloquio

Le rotte dei cargo

Le rotte dei cargo

con il vice presidente di questa azienda, appallottolò il mio curriculum e mi disse <non ti sto assumendo per quello che hai fatto ma per quello che farai>. In America è così, ti viene data la possibilità di dimostrare quanto vali”. Il suo percorso in azienda lo dimostra: entrato come semplice impiegato nelIMG_3414 1994, “facevo le fotocopie – racconta”, dopo 11 anni è diventato presidente e Ceo. “Sono sempre animato da una grande competizione, soprattutto nei ruolo che ricopro da italiano, perché credo che vivere all’estero rappresenti una responsabilità: quello che siamo, quello che facciamo infatti diventa il simbolo del nostro Paese”. L’ufficio di Bozzo è essenziale ma pieno di ricordi personali: il cappello da comandante del padre marinaio, le foto dei figli, i

Il cappello del padre comandante

Il cappello del padre comandante

riconoscimenti del proprio Paese. Oltre la porta un vasto open space, una lunga distesa di scrivanie dove decine di trader e manager lavorano al computer per gestire i carichi delle navi che viaggiano in tutto il mondo. Nel via vai di impiegati si intercetta un giovane che parla italiano. Anche per lui sarà

Diversi italiani nella sala operativa

Diversi italiani nella sala operativa

possibile il sogno americano? “Certamente, questo è un Paese che offre a chi merita di raggiungere grandi obiettivi. Ma attenzione, l’American dream può anche diventareIMG_3349 l’American nightmare. Dietro al modello della flessibilità, che certamente funziona quando si ha ancora una vita davanti, si nasconde l’incubo di chi invecchia e diventa obsoleto: quando hai cinquant’anni e hai dato tutto alla tua azienda rischi di essere messo alla porta perché scavalcato da chi è più giovane, capace, qualificato. Da noi non è così, perché è vero che si chiede tanto in termini di impegno ma si lavora col cuore. E a chi mi chiede perché non licenzio alcune persone “avanti” con gli anni e ormai poco produttive rispondo che perSchermata 2014-07-26 alle 00.14.35 me sono dei totem: rappresentano per tutti la posizione dall’azienda verso chi ha dato molto e ha portato la compagnia ad essere quella cheIMG_3347 è”. L’intervista è conclusa, ci avviciniamo alla porta continuando a chiacchierare. Ma in un mondo così competitivo c’è spazio per altro? Bozzo sorride. “Ho la fortuna di dormire molto poco e alle sei del mattino sono già in ufficio. Ma la sera sono a casa e ceno con la mia famiglia. Non rinuncerei mai alla vita privata, non avrei mai pagato un prezzo così alto per la carriera”.

Intervista, immagini, riprese, grafiche, post-produzione di Rosalba Reggio e Luca Orlando

Intervista, immagini, riprese, grafiche, post-produzione di Rosalba Reggio e Luca Orlando