Stati Uniti in corsa, Poliform al record di ricavi

“Produciamo tutto in Brianza, qui non sarebbe possibile perché mancherebbe il personale specializzato, gli italiani fanno la differenza.”

Laura Anzani, direttore operativo

Laura Anzani

Laura Anzani

Poliform Usa – seconda generazione imprenditoriale del gruppo di mobili comasco – insiste sul valore del Made in Italy. La sua azienda esporta negli Usa dal 1996, in origine con un socio americano, dal 2009 attraverso il controllo completo della società Usa. L’headquarter è a New York, all’interno dell’Architects & Designers Building, nella zona del Central Park East side. Mercato importante per Poliform quello americano, il maggiore al di fuori dell’Italia, tanto da valere il 14% dei ricavi

50 addetti negli Usa

50 addetti negli Usa

globali. L’azienda negli Usa cresce, lo scorso anno il fatturato è stato di 16 milioni di dollari e nei primi sei mesi del 2014 è già stata raggiunta la cifra di 11,5 milioni: ci si avvia dunque verso il record di sempre. Il prodotto si rivolge ad un target alto e tra i clienti del brand italiano si contano ex presidenti Usa, grandi imprenditori e divi dello spettacolo.

Le forniture più eccentriche? “In realtà ne abbiamo tante ma non possiamo parlarne per vincoli di privacy. Posso dire però che abbiamo arredato tante ville a Hollywood, in un caso abbiamo organizzato mezzo piano di un palazzo solo per la cabina armadio”. La “squadra” americana conta una cinquantina di addetti che si occupano sia del retail sia del contract, cioè delle “grandi” forniture per interi building, hotel, aree pubbliche, ristoranti. “Il mercato ci sta dando soddisfazioni – spiega Anzani – ma abbiamo passato periodi difficili. Quando abbiamo rilevato l’altro 50% della società Usa nel 2009 la situazione era terribile e abbiamo dovuto chiudere un ufficio a Seattle e lasciare a casa alcune persone. Dopo la ristrutturazione, però,  il mercato è ripartito e l’azienda ha ricominciato a crescere”. Oggi Poliform sta arredando quasi tutti i nuovi building o quelli in ristrutturazione di Park Avenue e ha fornito l’arredamento completo dell’appartamento nuovo più costoso di Manhattan: ben 100 milioni di dollari per un “flat” a 50 United Nations Plaza. “Qui lavorare è più facile, il mercato è trasparente, la burocrazia c’è ma funziona, e la flessibilità sul lavoro consente alle aziende di superare i momenti difficili e di ricominciare a crescere”.

Intervista, immagini, riprese, grafiche, post-produzione di Rosalba Reggio e Luca Orlando