Grom, da Torino al Village

Ha aperto nel Village – a Manhattan – nel 2008, la prima gelateria Grom negli Stati Uniti. Oggi il marchio piemontese che vanta 62 negozi nel mondo per un giro d’affari superiore ai 30 milioni di euro, ha negli Usa il numero maggiore di negozi all’estero: due a Manhattan – il secondo è in Columbus Circle – più un punto di vendita mobile stagionale al Central Park e un negozio a Malibù, in California. Ecco il locale del Village.

Il gelato italiano sbarca dunque oltreatlantico ma mantiene il gusto originale. “Per garantire lo stesso gelato ovunque nel mondo – spiega Giovanna Zaaruolo, country manager Grom negli Stati Uniti – la miscela liquida viene prodotta in Italia ed esportata. Ogni mattina viene mantecata qui e servita da personale italiano per trasmettere, quanto più possibile, l’italianità del prodotto e del brand”. Questi i numeri del flagship

Circa 600 gelati al giorno

Circa 600 gelati al giorno

store del Village: circa 600 gelati al giorno, con punte di 1.600/1.700 nei momenti di picco e una crescita dei ricavi del 25% nell’ultimo anno nonostante la stagione particolarmente fredda. I gusti che incontrano maggior successo sono cioccolato fondente e vaniglia; nel “packaging” è la coppa a vincere sul cono. Per soddisfare la richiesta del consumatore americano, abituato ad ampie porzioni, Grom vende negli Usa bicchieri più larghi rispetto a quelli italiani.


Il mercato americano è centrale nella strategia di internazionalizzazione del marchio tanto che nei prossimi due anni Grom punta a realizzare dieci nuove aperture, cercando di consolidare il brand soprattutto

La miscela arriva dall'Italia

La miscela arriva dall’Italia

in California. Ad oggi l’azienda, nata a Torino nel 2003, fattura negli Stati Uniti tre milioni di dollari l’anno, con una forza lavoro che in alta stagione arriva a 45 addetti.
A confronto. Il problema principale di Manhattan è il costo dell’affitto dei locali. Mediamente questo assorbe un quarto dei ricavi, più del doppio rispetto a quanto accade per un punto di vendita

Previste 10 nuove aperture

Previste 10 nuove aperture

analogo in Italia. Diverso il discorso per il costo del lavoro, che pesa tra il 20 e il 24% degli incassi netti negli Stati Uniti, quota che sale al 30% in Italia. Prezzi al pubblico. In Italia esistono tre fasce di prezzo che variano in funzione dei costi della città di riferimento. La coppa piccola può costare quindi da 2,2 a 2,5 euro, per la coppa grande il range è tra 3,2 e 4,5 euro. Negli Stati Uniti il prezzo è più alto,  la coppa piccola costa 5,25 dollari – 3,9 euro – che diventano 8,25 $ per la coppa extra large.

Intervista, immagini, riprese, grafiche, post-produzione di Rosalba Reggio e Luca Orlando