Grucci, l’Italia pirotecnica

Questa storia inizia nel 1850. Quando Angelo Lanzetta, a Bari, diventa apprendista in una piccola bottega artigianale di fuochi d’artificio. Come molti altri italiani, Lanzetta cerca però di sfuggire dalla povertà e tenta un nuovo inizio negli Stati Uniti. Sbarcato a Ellis Island nel 1870, Lanzetta si insedia a Elmont, Long Island e  insegna l’arte di produrre “bombe” e razzi a suo figlio. Poi, nel 1920, è il nipote, Felix Grucci, a prendere le redini dell’attività, aprendo una fabbrica di fuochi d’artificio a Bellport.

Di generazione in generazione l’azienda cresce, nel 1979 Grucci è la prima famiglia americana a vincere la rassegna di Montecarlo, una sorta di campionato mondiale per gli spettacoli pirotecnici. Oggi Fireworks by Grucci, arrivata alla quinta generazione imprenditoriale, con la sesta già presente in azienda, è il maggiore gruppo del settore negli Stati Uniti, capace di vincere per sette volte consecutive, a partire da Ronald Reagan,  il contratto per lo spettacolo pirotecnico dell’inaugurazione della nuova presidenza Usa.  A guidare l’azienda è Felix (Phil) Grucci, quinta generazione imprenditoriale.

Oggi Fireworks by Grucci è considerato il maggiore gruppo statunitense del settore, forte di 250 addetti diretti che raddoppiano nei periodi di punta come le celebrazioni del 4 luglio, oppure Capodanno. Nel corso degli anni l’azienda, che mantiene a New York il proprio quartier generale, con il principale stabilimento produttivo in Virginia, è stata in grado di vincere commesse di importanza globale Olimpiadi di Pechino 2008 come i giochi di Pechino, le Olimpiadi di Salt Lake City, le celebrazioni del 1983 per il centenario del ponte di BrooklynIl compleanno del ponte di Brooklyn. E soprattutto, per sette volte consecutive, Grucci si è aggiudicata lo spettacolo pirotecnico organizzato per la cerimonia d’insediamento del nuovo presidente Usa. L'evento per il nuovo presidente Molti eventi “vinti” riguardano celebrazioni statunitensi, come ad esempio il centenario della Statua della Libertà nel 1986, oppure le olimpiadi di Los Angeles e Lake Placid. Ma un numero crescente di commesse arriva anche dal resto del mondo, come è accaduto per l’inaugurazione dell’isola artificiale di Palm Jumeirah negli Emirati Arabi Uniti. Come si conquistano queste gare?

Grucci si posiziona nella fascia “alta” del mercato, specializzandosi in particolare nei grandi eventi. Per un singolo spettacolo, in media occorrono 75mila-100mila dollari, ma nel caso degli spettacoli più complessi la cifra può lievitare di molto. In ciascun evento, in media, decine di persone sono coinvolte nella preparazione del sito. Questo è un esempio. 

Ma cosa accade dopo? In pochi minuti l’intero evento “brucia” in senso letterale tutto il budget previsto. In alcuni casi, come per il recente record mondiale raggiunto a Dubai la notte del 31 dicembre 2013, mesi di preparazione sono stati necessari per sincronizzare tempi, colori e sequenze di quasi 500mila fuochi d’artificio diversi. Questo è il risultato, grazie al quale Grucci ha potuto registrare un record mondiale nel Guinness dei primati. 

Luglio è uno dei mesi chiave per Grucci. In tutti gli Stati Uniti il 4 luglio e la sera del 3 luglio vi sono centinaia di piccoli e grandi eventi per festeggiare il giorno dell’Indipendenza. Si calcola che il consumo di fuochi d’artificio negli Usa raggiunga in questi giorni le 12mila tonnellate, offrendo un contributo determinante al giro d’affari annuo del settore, stimato in poco meno di un miliardo di dollari, in crescita di oltre il 20% rispetto a dieci anni fa. Luglio è il mese in cui Grucci di fatto raddoppia la propria forza lavoro, anche se l’azienda preferisce continuare a concentrarsi sugli eventi di taglia maggiore, in fondo quelli più remunerativi. 

Ormai l’azienda è un brand di scala globale, conquista commesse in tutto il mondo. E almeno in parte, a convincere i clienti è la robusta tradizione familiare, avviata in Italia 164 anni fa da un semplice apprendista. Una storia che per Phil è ancora motivo d’orgoglio.

Intervista, immagini, riprese, grafiche, post-produzione di Rosalba Reggio e Luca Orlando