Domenico Vitale: è la rigidità dei contratti a danneggiare i giovani di talento

“I tedeschi no, inglesi e francesi neppure: solo gli italiani vogliono tornare a casa. Perché come si fa a lasciare un Paese

Domenico Vitale, pubblicitario a NY

Domenico Vitale, pubblicitario a NY

così bello? Ma siamo arrabbiati, proprio perché siamo stati costretti ad abbandonarlo”. Domenico Vitale, imprenditore della pubblicità a New York, ha lasciato l’Italia più di vent’anni fa. Nato a Catanzaro e cresciuto a Roma, ha negli States lavoro e famiglia. La sua impresa di 40 persone, People Ideas & Culture,  qui fattura 10 milioni di dollari all’anno, con

un media billing di 75 milioni. Il suo sogno americano ha avuto inizio molto presto: dopo aver frequentato l’Università oltreatlantico e fatto un’esperienza di lavoro a Roma è tornato negli Usa per un master a Washington. “Da lì – racconta – ho avuto la fortuna di avere davanti a me una porta che apriva l’altra in successione, ed è stato così per 15 anni”. Dipendente, per i primi tempi, di agenzie di pubblicità americane, diventa presto managing partner, cioè socio. “Questo è il mondo delle opportunità, se si lavora durissimo si va avanti”. Un modello che Vitale sostiene con convinzione. “Un giovane di 23 anni al suo primo impiego nella pubblicità, qui guadagna 2.200/2.300 dollari al mese. E il suo stipendio, se lavora bene, non può che

Un ufficio pieno di giovani

Un ufficio pieno di giovani

crescere. Nel mio settore merito e talento sono fondamentali. E negli Stati Uniti, da imprenditore, posso premiare chi vale di più e pagare stipendi adeguati”. Il confronto, apertamente polemico, è con l’Italia.

Si premia il merito

Il mercato premia il merito

Perché nel mio Paese devo dare a Leonardo Da Vinci lo stesso stipendio di chi non sa tenere un pennello in mano? I contratti aziendali per chi fa un lavoro creativo e intellettuale sono improponibili: per questo le agenzie di pubblicità stanno abbandonando l’Italia. In più le tasse sono troppo alte e non consentono di retribuire adeguatamente i giovani che meritano: lo stipendio netto in termini di

Vince la creatività

Vince la creatività

costo del lavoro va moltiplicato quasi per tre, mentre qui neanche raddoppia”. Un tentativo di aprire un’agenzia in Italia, però, Vitale l’ha fatto. Ma ha rinunciato presto per aprire invece in Danimarca. “Il consolato danese in Usa mi ha fornito i contatti degli avvocati esperti in tassazione, delle agenzie immobiliari, mi ha offerto un taglio sulla tassazione del lavoro e del reddito. Insomma,  in una settimana ho aperto la società e in un mese e mezzo l’agenzia era operativa”. Oggi a Copenhagen lavorano 10 persone, che diventeranno 20 entro la fine dell’anno. “In Danimarca esiste un contratto unico: hai tre mesi di prova e man mano che acquisisci anzianità si allunga il tempo di preavviso per il licenziamento. Tutto qui. Il mercato è flessibile, come negli Usa. Flessibilità fondamentale per consentire a chi vuol

L'agenzia produce spot

L’agenzia, che ha appena aperto una sede in Danimarca, produce spot

cambiare lavoro o a chi vuol rimpiazzare un dipendente di farlo senza problemi. Una realtà inesistente in Italia dove il lavoro è considerato un diritto e non un dovere. Per questo non ho ancora aperto nel mio Paese”. L’agenzia di New York è un via vai di giovani indaffarati di tutte le nazionalità, chini sul computer o impegnati in meeting creativi per studiare

Nel cuore di Soho

Nel cuore di Soho

una nuova proposta da presentare al cliente. Alcuni di loro sono nostri connazionali. “Non ho mai visto tanti italiani avere successo come in America. Inseriti in un sistema che funziona, infatti, noi siamo imbattibili perché abbiamo una flessibilità mentale che ci rende unici”. Un consiglio a chi vuole emergere? “Non aspettare che la risposta arrivi da altri, perché il sistema siamo noi. Cercare di coronare il proprio sogno subito, senza aspettare, anche in Italia dove è importante che si sviluppi una generazione di imprenditori capaci di avere successo”.

Intervista, immagini, riprese, grafiche, post-produzione di Rosalba Reggio e Luca Orlando