Niente social network: il marketing di Eugenia si fa in chiesa

Al primo sguardo sembra una delle tante pizzerie di New York. La scritta “pizza italiana” – nella grande mela come ovunque nel mondo – non vuol dire molto. Ma il maxi televisore che

Eugenia Biamonde

Eugenia Biamonde

campeggia all’ingresso sintonizzato su Rai International vale più di qualunque insegna. Il locale è piccolo, i tavoli in legno scuro e le pareti piene di fotografie di italiani, immagini in bianco e nero di tempi lontani. Una signora si siede a uno dei tavoli esterni e l’addetta alla sala le si avvicina velocemente parlando in italiano. La donna fornisce indicazioni e la ragazza rientra nel locale, il suo accento rivela origini del sud. Basta poco, un saluto in italiano, uno scambio di battute e la vita di Eugenia Biamonte si srotola piena di sorprese sul tavolo in

Aperta nel 2004

Aperta nel 2004

massello. Aveva solo 20 anni quando nel 1962 decise di lasciare Cosenza e raggiungere il padre a New York con il marito e una bambina di 3 anni. Anni difficili – racconta Eugenia – in cui la città era in mano alla mafia italoamericana e dove non era bello crescere i figli.

A NY una catena di 5 pizzerie

A NY una catena di 5 pizzerie

Per questo, nel 1972, la decisione di tornare a casa, in Calabria, con la convinzione che l’America non avesse nulla di buono da offrire alla sua famiglia, ormai cresciuta per l’arrivo di due bambini. I trent’anni successivi trascorrono senza sorprese, i figli crescono, si laureano ed Eugenia diventa nonna. Quando uno dei figli decide di non fare la carriera forense e di aprire un’attività negli Stati Uniti, però, la sua vita cambia ancora rotta. Eugenia parte “solo per una visita” e arriva a New York dove Rolando ha aperto la Pizzeria

Imminente l'apertura a Londra

Imminente l’apertura a Londra

28. E’ il 2004, il locale è appena aperto ma Eugenia decide di “prenderlo in mano” per lasciare al figlio la gestione legale amministrativa. La cucina è nelle sue mani, la pizza è quella della ricetta del nonno, ma i clienti devono ancora arrivare. “Non mi sono persa d’animo. Ogni domenica portavo davanti alla chiesa quadratini di pizza che distribuivo alle persone che uscivano dalla messa. Offrivo anche torte fatte da me, finché sempre più persone hanno cominciato a interessarsi al locale e a venire a mangiare da noi”. Sono passati 10 anni da quei giorni. Eugenia

Il ritorno negli Usa nel 2004

Il ritorno negli Usa nel 2004

non abbandona il suo negozio nel West Village mentre il figlio si occupa delle nuove aperture. Le pizzerie a New York sono diventate 5 e il numero 28 è ormai un vero e proprio marchio di fabbrica della qualità italiana: una ha aperto a Miami, una a Houston e un’altra sta aprendo a Londra, mentre il business online procede spedito in parallelo “20mila dollari al mese solo per questa pizzeria – ci spiega il fratello della proprietaria -” . “Ordino gli ingredientiIMG_3239 in Italia – conclude Eugenia -, dal pomodoro alla mozzarella, perché voglio che la pizza sia uguale in tutti i locali. Tornare nel mio Paese? Non ci penso nemmeno, come farei oggi a lasciare la mia America?”

Intervista, immagini, grafiche, post-produzione di Rosalba Reggio e Luca Orlando