Madison e Greene, l’Italia a Stelle e Strisce

Al di là della strada c’è Artemide. Poco più in là Alessi e due vetrine oltre Molteni e Bisazza. Quattro passi in Greene Street, nel cuore di Soho, sono in realtà una full immersion nello stile made in Italy. Qualche tempo fa il New York Times dedicò un’intera pagina alle “possibilità” di shopping italiano in questa strada ed è in effetti impressionante

la concentrazione di marchi italiani di design, stile, arredo con vetrine che si susseguono a distanza di pochi metri. Dovendo fare una classifica, tra abbigliamento, accessori e design è certamente l’Italia il Paese estero più rappresentato nella Grande Mela in termini di negozi monomarca. Solo la Francia è paragonabile per impatto “scenico” ma in realtà Parigi si concentra soprattutto sui beni di lusso mentre la presenza italiana si allarga ad altri comparti: dalle lampade alle palestre (Technogym), dalle piastrelle ai mobili, dalle calzature ai gioielli, dagli accessori in pelle all’abbigliamento sportivo. I valori dell’export del resto parlano chiaro: tra tessile, abbigliamento e pelle lo scorso anno abbiamo venduto negli Usa più di tre miliardi di euro, cifra superiore all’intero settore legato all’alimentare e alle bevande. A questi valori si aggiungono altri 600 milioni di mobili, 513 milioni di gioielli, quasi 400 di piastrelle, il doppio per le calzature.  Complessivamente l’italian style ha una forza d’urto superiore ai cinque miliardi di vendite annue e questo giustifica la lunga teoria di monomarca italiani per le vie di New York. Per il lusso tricolore la 5a strada ormai non basta più e così le nostre imprese hanno progressivamente colonizzato anche le arterie limitrofe, come ad esempio Madison Avenue. Abbiamo
provato a percorrerla per alcuni isolati per mostrare le tante possibilità di shopping “tricolore” esistenti: di fatto, per un newyorchese, non è affatto necessario venire a Milano.  New York è per tutti una grande sfida, con gli affitti che possono arrivare a centinaia di migliaia di dollari all’anno per poche decine di metri quadri, ma anche una grande opportunità, rappresentata anzitutto dall’enorme flusso di persone che ogni giorno si riversa per le vie di Manhattan. Turisti, ma anche americani,  che rappresentano un bacino di spesa potenziale praticamente inesauribile. Attorno alle 18, il quadro è questo.

Immagini, riprese, grafiche, post-produzione di Rosalba Reggio e Luca Orlando